venerdì 29 settembre 2017

Che fine ha fatto la sinistra?


Sentiamo le parole di Diego Fusaro su cosa dovrebbe essere la sinistra e cosa invece è:





Poi sentiamo Sergio Cesaratto, in occasione del convegno Convegno "Unione Europea, Lavoro, Democrazia. Contributi per il programma dell'alternativa", registrato a Roma sabato 9 settembre 2017 e promosso da Stefano Fassina, che mazzola a destra e a manca l'attuale sinistra pur indicando una possibile via per farla risorgere nell'intento di una salvezza e di un nuovo risorgimento della nostra nazione.

Null'altro da aggiungere.





mercoledì 9 agosto 2017

Una lezione da imparare

Da Byoblu:
Lectio Magistralis di Mauro Scardovelli cui è quasi impossibile dare un titolo, perché tocca ogni radice profonda della nostra vita e mostra con la chiarezza di una giornata di sole come e perché i nostri tempi siano sospesi in un grande incantesimo collettivo.
Un video da guardare tre volte al giorno, tutti i giorni, per restare svegli e vigili, fino a completa guarigione.



mercoledì 19 aprile 2017

Brevi commenti a un articolo de "Le Monde"

Keynesblog rilancia un articolo de "Le Monde" in cui si afferma la banalità che uscire dall'euro non è la stessa cosa che non esserci mai entrati.
Ecco già l'incipit fa morire dal ridere, se non ci fosse da piangere.
Catalano diceva: "meglio svegliarsi in una giornata di sole che in una giornata piovosa".
Ma va?
Nel mondo scientifico si sa che l'Euro, come qualsiasi esperimento di area valutaria non ottimale, è un progetto sbagliato per la crescita economica di quell'area (Stati, comunità, regioni, etc.) ed è un progetto fantastico per chi detiene capitale finanziario, come lo fu il Gold Standard, nel quale la base monetaria era data da una quantità fissata d'oro.
Esserci entrati è stato un errore clamoroso per i popoli coinvolti, il dibattito scientifico non c'è su questo punto perché è un dato di fatto, ma ora che siamo dentro qualcuno ci dice che bisogna rimanerci perché:

"– La costruzione dell’Europa è di vitale importanza non solo per mantenere la pace nel continente, ma anche per il progresso economico dei paesi membri e il loro potere politico nel mondo."
La pace nel continente europeo l'ha sempre mantenuta la NATO e la notevole quantità di testate nucleari disseminate nelle basi dei vincitori della II guerra mondiale, sicuramente non è la costruzione europea che ha contribuito a mantenere la pace, anzi, ha acuito i dissidi, gli odi, i razzismi, i nazionalismi, proprio perché i suoi principi scolpiti nel TUE sono la forte competitività fra gli Stati e la stabilità dei prezzi che, notoriamente, per essere mantenuta scarica gli squilibri economici sui salari della classe lavoratrice comprimendoli via disoccupazione. Quando un lavoratore non ha lavoro o ha uno stipendio basso, odia, invidia, rivendica e vuole l'uomo solo al comando, vi ricorda qualcosa?

"– Le proposte contenute nei programmi anti-europei destabilizzerebbero la Francia e metterebbero a repentaglio la cooperazione tra i paesi europei, che assicura oggi la stabilità economica e politica in Europa."
Prima del 1992, della infame UE, si andava d'accordo in Europa? Si commerciava? Si cooperava? Si facevano accordi di partenariato economico? Si viaggiava in altri Stati? etc.
La risposta a tutte le domande è una: SI.
Tutti gli Stati avevano sovranità fiscale, monetaria, valutaria.
Tutto funzionava, sicuramente tutto era perfettibile ma tutto funzionava.
La Storia ci dice che senza la UE l'Europa funzionava.
Senza l'Euro, l'Europa come il mondo continuerà a funzionare.

"– Le politiche isolazioniste e protezionistiche e le svalutazioni competitive, effettuate a spese di altri paesi, sono modalità pericolose di cercare di generare crescita. Esse portano a ritorsioni commerciali e a guerre. Alla fine, esse si rivelerebbero dannose per la Francia e i suoi partner commerciali."
Questa poi è la solita propaganda liberista-americana.
Le politiche isolazioniste e protezionistiche le fanno solo e soltanto le grandi potenze o quelle si atteggiano ad esserle come la UE: non è stata forse la UE puntellata dagli USA a imporre l'embargo commerciale con la Russia, provocandoci miliardi e miliardi di danni economici?
Non sarà certamente la Francia, paese importante per carità, a destabilizzare il mondo, ovviamente...
La politica economica effettuata a spese di altri, beggar-thy-neighbour, è invece quella che fa la Germania, dentro la UE con gli Stati UE per mezzo dell'Euro. Non sarà di certo quella effettuata da un Paese indipendente ad essere un problema.
La svalutazione valutaria, a cui i detrattori aggiungono l'aggettivo "competitiva", non è altro che uno strumento di aggiustamento della propria valuta (che esprime il listino prezzi dei beni del proprio Paese) rispetto alle altre valute sulla base della domanda e offerta delle stesse.

"– Quando sono ben integrati nel mercato del lavoro, gli immigrati possono essere un’opportunità economica per i paesi ospitanti. Molti dei paesi più prosperi del mondo sono riusciti ad accogliere e integrare gli immigrati."
Spregiudicate politiche di immigrazione, non legate a eventi naturali ma solo ed essenzialmente a quelli socio-politici come quella europea, hanno un solo intento: creare artificialmente una concorrenza nel mercato del lavoro con il solo unico scopo di abbassarne il costo.
L'immigrazione e l'integrazione fanno rima con deflazione salariale.
Tutto ciò fa comodo ai detentori di capitale, solo a loro.

"– C’è una grande differenza tra la scelta di non aderire all’euro dall’inizio e uscirne dopo averlo adottato."
Siamo entrati sovrani e ora siamo una colonia, tornare a essere sovrani con le pezze al culo sarà dura ma è meglio di scomparire come comunità.

"– Occorre rinnovare gli impegni di giustizia sociale e quindi garantire e sviluppare l’equità e la protezione sociale, in linea con i valori tradizionali della Francia: libertà, uguaglianza e fraternità. Ma si può e si deve raggiungere l’obiettivo della protezione sociale senza protezionismo economico."
Non si può raggiungere l’obiettivo della protezione sociale dentro l'Euro, anzi l'Euro è stato creato proprio per abbattere la protezione sociale delle Costituzioni democratiche.

"– Mentre l’Europa e il mondo si trovano ad affrontare difficoltà senza precedenti, abbiamo bisogno di più solidarietà, non di meno. I problemi sono troppo gravi per essere lasciata ai politici divisivi."
Il PIL del mondo cresce del 3,5% , l'UE è il buco nero del mondo. Cosa è divisivo, il mondo che cresce nonostante l'UE, oppure è divisiva, antidemocratica e antistorica l'UE stessa con l'Euro?
I dati parlano chiaro.

Gli USA sono gli storici creatori promotori e finanziatori della UE, essa serve da un lato come cuscinetto militare e territoriale verso la Russia e, dal lato economico, è un mercato di sbocco per la iper produzione USA.
I Nobel firmatari dell'articolo da chi sono pagati?

Ecco l'elenco:

Angus Deaton (Princeton, prix Nobel en 2015), Peter Diamond (Massachusetts Institute of Technology, 2010), Robert Engle (université de New York, 2003), Eugene Fama (Chicago, 2013), Lars Hansen (Chicago, 2013), Oliver Hart (Harvard, 2016), Bengt Holmström (MIT, 2016), Daniel Kahneman (Princeton, 2002), Finn Kydland (Carnegie-Mellon, 2004), Eric Maskin (Harvard, 2007), Daniel McFadden (Berkeley, 2000), James Mirrlees (Cambridge, 1996), Robert Mundell (Columbia, 1999), Roger Myerson (Chicago, 2007), Edmund Phelps (Columbia, 2005), Chris Pissarides (London School of Economics, 2010), Alvin Roth (Stanford, 2012), Amartya Sen (Harvard, 1998), William Sharpe (Stanford, 1990), Robert Shiller (Yale, 2013), Christopher Sims (Princeton, 2011), Robert Solow (Columbia, 1987), Michael Spence (Stanford, 2001), Joseph Stiglitz (Columbia, 2001), Jean Tirole (Toulouse School of Economics, 2014).




mercoledì 7 dicembre 2016

Ora Bersani ci canta la MES (pubblicato su chietiscalo.it il 05/12/2012)

Qualcuno si è ricordato di un mio vecchio articolo del 2012 sul Meccanismo Europeo di Stabilità  non riuscendo, però, più a trovarlo sul sito chietiscalo.it perché in fase di ristrutturazione.
Lo ripropongo qui e, a parte le diverse contingenze storiche, potrete notare come appariva chiaro sin da allora come il MES era ed è un vile strumento di ricatto agli Stati sovrani.
Ricatto che oggi ci arriva direttamente dalla Germania dopo la vittoria del NO al Referendum confermativo della criminale riforma costituzionale.




Ora Bersani ci canta la MES


La modifica art 136 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea ha introdotto il compito della stabilità finanziaria dei Paesi dell'area Euro a cura dell’UE.
Un ampliamento dei doveri-poteri della stessa UE.
Stranamente l'attuazione di questo compito è stata resa operativa da un accordo che istituisce un’organizzazione finanziaria intergovernativa a parte chiamata ESM o, in italiano, MES (Meccanismo Europeo di Stabilità) i cui soci sono i Paesi dell'area Euro.
Si tratta di una delega non alle istituzioni europee, come verrebbe spontaneo pensare, ma a un’organizzazione a parte che istituisce un fondo “salva-Stati” la cui funzione è di effettuare prestiti ai Paesi in difficoltà finanziarie che li richiedono.
Ogni Stato socio deve versare una quota proporzionale a quella detenuta nella BCE.
I voti che si possono esprimere nell'ambito di quest’organizzazione per la gestione dell'equilibrio finanziario dell'area euro sono proporzionati alle quote effettivamente versate.
Non c'è parità fin dalla sua istituzione, rispetta essenzialmente le forze economiche attualmente in gioco e non i principi di equità sanciti dall'Unione Europea.
L'Italia, per versare nei primi tre anni “irrevocabilmente e incondizionatamente” la prime quote che ammontano a 15 dei 125 miliardi di euro totali (circa il 17% dei totali 700 miliardi in dotazione al MES), ha già fatto ricorso al debito pubblico maturando ulteriori interessi passivi sui “prestiti”.
Si può chiamare “salva Stati” un accordo che ci chiede una cosa simile?
In un contesto di crisi di liquidità quindi, l'Italia si sta indebitando per versare una quota ad un'organizzazione che dovrebbe salvaguardarla dal debito.
In pratica è un incaprettamento, ma il bello deve ancora venire.
Uno Stato che dovesse richiedere gli aiuti al MES, farebbe scattare al suo interno dei piani di finanziamento ad hoc ai quali possono partecipare finanziatori esterni all'organizzazione, evidentemente appartenenti a quella giungla finanziaria che, di fatto, ha generato e tuttora alimenta (artificialmente, ndr) la crisi e, come se non bastasse, anche un margine di profitto per l'operazione (la cosiddetta cresta), il cui limite non è definito, è destinato all'organizzazione.
Se lo Stato non riesce a pagare il debito più gli interessi contratti, il MES prevede una serie di sanzioni finanziarie, ma se lo Stato non ha soldi come fa' a tirarne fuori altri?
Cosa può dare in cambio?
La risposta va da sé: patrimonio pubblico.
A dimostrazione di ciò, infatti, dopo l'approvazione del Fiscal Compact, 50 miliardi di Euro di risparmio l'anno ottenibili da politiche di austerità e tagli, sono cominciati, parallelamente, piani di privatizzazioni e svendita del patrimonio pubblico.
Non è prevista la possibilità di uscita dal MES.
La chicca: Il Consiglio dei governatori e il Consiglio di amministrazione del MES godono di immunità giudiziaria, di immunità di giurisdizione e di inviolabilità dei documenti.
Ma una domanda sorge spontanea, se c'è, qual è l'obiettivo politico di quest’organizzazione?
Nel momento in cui uno Stato richiede un prestito, il MES in collaborazione con la Troika (BCE+FMI+Commissione UE) decide di concedere il prestito soltanto se, in cambio, lo Stato richiedente si attiene a delle norme rigorose da far rispettare al suo interno, ad esempio, com’è avvenuto già in Grecia e Spagna, la Troika ha concesso finanziamenti in cambio di una concessione che le permette di dettare la politica interna, sostanzialmente basata sull'austerità.
Come brillantemente sostiene Lidia Undiemi studiosa di economia e diritto: “I processi democratici sono così diventati oggetto di contrattazione finanziaria”, da ciò se ne deduce che “la Finanza ha in tal modo ottenuto la legittimazione politica totalmente sganciata da qualsiasi tradizionale canale democratico nazionale o europeo”.
Va da sé che anche l'Italia, una volta che ha aderito a un’organizzazione che funziona con queste logiche deve aspettarsi che, oltre l'austerità, essa le detterà anche la politica interna.
Da quando c'è Monti, tuttavia, non è già così?
Il Parlamento italiano, ignorando l'art. 11 della Costituzione che enuncia: “L'Italia ...... consente, in condizioni di parità con gli altri Stati (che non c'è per effetto dello statuto MES, ndr), alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.”, in data 19 luglio 2012, nel silenzio assoluto dei media e nell'assenza totale di dibattito pubblico, ha ratificato l'adesione al MES, approvando inoltre il Fiscal Compact una volta introdotto il principio di pareggio di Bilancio in Costituzione.
Anche ai più ingenui si dovrebbe palesare che tale trattato non è “salva Stati” ma “elimina-Stati”.
Quali sono gli schieramenti politici che hanno dato il loro consenso a questo scempio?
Eccoli qua: PD, PDL, UDC più aggregati “spontanei”, Lega contraria, IDV astenuta.
Vada per il PDL in balia del Cavaliere sotto il ricatto dalla Finanza internazionale che gli è costato il premierato, vada per l'UDC del trasformista e montiano Casini, ma il PD che c’entra con i malcelati fini di cui il MES è lo strumento e i principi della Teoria Monetarista che impone austerità e pareggio di Bilancio?
Non mi pare che questa domanda sia stata mai posta nei teatrini televisivi messi su per le primarie.
Bersani, leader confermato a furor di popolo, ha detto anzi che la prima risposta da dare agli italiani qualora vincessero le elezioni è il “la-vo-ro”, uno slogan populista che funziona sempre o quasi.
Anche uno studente al secondo anno di economia comprenderebbe l'assoluta infondatezza e incoerenza di questa posizione.
Infondatezza perché l'austerity anti-keynesiana scelta e votata dal PD è deflattiva, tiene a bada l'inflazione tanto cara ai monetaristi ma riduce il PIL, aumenta la disoccupazione, riduce il gettito fiscale e condanna il Paese che la adotta alla recessione, fino al default se non ha moneta sovrana (“Uno Stato a moneta sovrana non può mai fallire” Bernanke - pres. FED), la storia lo insegna, d’altronde la macroeconomia non è materia per questa generazione di politici.
Incoerenza perché i principi ai quali si dovrebbe ispirare il PD sono quelli socialdemocratici, di matrice marxista, che mettono in primo piano la tutela della società nelle sue massime espressione di cittadino, lavoro, assistenza e servizi nel contesto di una gestione più equa del sistema capitalistico.
Il PD, e questa non è un’opinione ma un fatto appurato, è agli atti del Parlamento, si è fatto complice e promotore (Napolitano) del prodotto più becero e iniquo del capitalismo: la speculazione finanziaria e i poteri forti che la esercitano.
Il PD di oggi si trova alla destra estrema del PCI del compianto Berlinguer, chi lo sostiene con il proprio voto non sembra riconoscere il “finto nemico”, Berlusconi, dal “vero nemico”, l'oligarchia tecnocratica e speculativa europea che sta decretando la fine della democrazia.
Siamo alle solite, non si guarda il meteorite che sta per travolgerci ma il dito che lo indica e, infatti, proprio oggi l'aspirante premier luogocomunista (prof. Bagnai docet) ha dichiarato “Non vedo l'ora di sfidare Berlusconi”(…… ancora ?! ndr).
Sopravvivendo ma anche stonando sobriamente, Bersani ci canti pure la MES.
05/12/12